E' l'Estate Romana, c'è villa ada con i concerti, con le musiche e cn la gente che balla. Si beve, si ride e si scherza. Poi si fa una certa, sarà l'una, la Banda Bassotti ha finito di suonare e la gente comincia ad uscire dai cancelli. I primi ad uscire sono un ragazzo ed una ragazza, mano per la mano, camminano tranquilli (lui domani dovrà andare a lavorare) quando improvvisamente una ventina (cento secondo alcuni testimoni) di uomini incappucciati si avventano contro di loro. Colpiscono il ragazzo al collo con un bastone, poi gli si scagliano contro. Tutti insieme, tutti quanti. Lo accoltellano, la ragazza prova a bloccarli, si avventa sul proprio uomo convinta che le carogne non toccheranno una donna, ma niente. Giù botte anche su di lei. E mentre picchiano intonano, << Duce! Duce! >>. Finito con la coppia le belve si scagliano contro altri ragazzi, sprangano uomini e donne, urlano insulti, danno calci. Come bestie feroci colpiscono alla cieca, sbavano merda e urlano schifo. Armati di mazze e coltelli, con il volto coperto dai caschi, fanno irruzione fra la folla. Lanciano petardi e bombe carta. Una vera e propria azione terrorista, di matrice politica. Gli aggressori appartengono al movimento fascista forza nuova. Il bilancio è grave, ci sono due ragazzi feriti, uno colpito con un'arma da taglio, l'altro ferito alla testa. Numerose le persone sotto shock. Persone che erano andate a vedere un concerto, che avevano solo voglia di ballare e divertirsi. Mica come 'sti stronzi vigliacchi, questi fasci infami che non hanno niente da fare, che escono di notte, coperti dal buio, a picchiare la gente, a uccidere i barboni, a menare i migranti, i comunisti, le zecche, i neri, i gay, le lesbiche. HANNO PAURA! sono ancorati al vecchio. Sono il passato. E si attaccano ad esso con violenza...
A Villa Ada arrivano i carabinieri, se la prendono con i ragazzi che eran adati al cncerto, da quello che so, la gente, per convincere le guardie che loro erano gli aggrediti e non gli aggressori, ci ha messo non si sa quanto tempo. Appunto.
"Quanto successo questa notte a villa ada, subito dopo un concerto cui avevano partecipato tanti giovani, è di una incredibile gravità", ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni. "Gruppi di teppisti armati di spranghe e bombe-carta, nascosti nell'ombra all'uscita e al grido di 'viva il duce', hanno premeditatamente aggredito ragazze e ragazzi - ricorda il sindaco - uno di loro è stato accoltellato e con sollievo apprendiamo che le sue condizioni non sono gravi. L'aggressione ha provocato momenti di tensione e reazioni da parte dei ragazzi aggrediti. Fatti del genere non debbono accadere in questa città. In ogni modo va evitato che chiunque accenda spirali di violenza". Veltroni si augura che "le forze dell'ordine riescano ad individuare i colpevoli dell'aggressione e ad assicurarli immediatamente alla giustizia. E mi auguro che da parte di tutte le forze politiche giunga subito una nettissima e inequivocabile condanna verso queste forme di delinquenza e di violenza".
Caro Veltroni, a Roma, in Italia, il fascismo è più forte che mai, le squadracce nere girano per strada alla ricerca di qualcuno da sprangare. Ma tu non puoi accorgeretene, no. Sei troppo buono, per te sono tutti uguali, fasci e comunisti, zecche e camice nere. Questi sono singoli episodi di violenze, robette fra ragazzi. E intanto i fasci sono sempre più organizzati, sempre più forti. Fanno leva sulla paura, hanno posti per adescare nuove reclute. E tu che fai? caro il mio sindaco futuro capo del paese? tu gli dai il "Foro", gli autorizzi uno spazio, così 'ste merde si possono organizzare ancora meglio, possono prepararsi e incitare la gente all'odio. Ma tu continua a tapparti gli occhi con i pregiati proscutti partiti democratici. Continua a non vedere. Continua a far finta di niente. Va va. E non vergonarti mai eh, tu e la tua fantastica giunta, fai i campi della solidarieetà insieme alla moratti, chiudi gli zingari nei ghetti, arresta i migranti che vendono alle bancarelle, dai spazio ai fasci, parti per i tuoi giri politici, cura l'elitè. Bravo Veltroni.
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