Giù, lungo le stradine asfaltate, fra i semafori, senza mai fermarsi.
Veloce, col vento che ti punge il viso e gli occhi che lacrimano.
Oltre, con la musica nelle orecchie.
Lontano dai visi scontrosi arrabbiati tumefatti degli automobilisti.
Perché per te non c’è traffico, perché tu sei unico e ridi, divertito, davanti agli sguardi canini dei guidatori. Loro sì che sono prigionieri… chiusi nelle loro scatole metalliche, la cintura che li paralizza, le mani costrette sul volante, le nocche rosse e il labbro sporgente a sinistra. La seconda costantemente azionata. A passo d’uomo. Suonando il clacson.
Tu no, tu sei libero. Libero di assaporare i paesaggi, i volti, gli ambienti. Libero di fermarti ad osservare l’Uomo degli Uccelli che suona i suoi strumenti nel concerto di strada e canta antiche storie di menestrelli e televisioni non ancora create. Libero di sorridere al tizio che lava il vetro agli auotomobilisti disgustati e che ricambia il tuo gesto.
Sei libero sì, libero di volare in alto, fra le vie antiche, oppure sotto, lungo le piste che si affacciano al fiume. E gustarti i paesaggi perduti, le emozioni scordate, la calma quasi zen…  Pedali senza fretta. Sai che arriverai primo comunque. Sai che la macchina ti stressa, che il motorino non lo sopporti, che l’autobus ti da il voltastomaco. Sai che invece, in bicicletta, tutto ti apparirà diverso, attento, da assaporare. Sai che il tuo psicologo, il tuo consigliere, il tuo amico ha due ruote e tu sei il suo motore. Sai che, con le cuffie nelle orecchie, niente ti è impossibile. E nessun posto è irraggiungibile.
Così sfrecci.

aL’automobile costa: benzina, bollo, assicurazione, parcheggio, carrozziere. Un incubo. Saliamo in macchina e la lancetta della benzina sta già sul rosso. Ci facciamo largo a suon di clacson tra le macchine; ringhiamo, bofonchiamo, inveiamo, urliamo… poi, finalmente, il distributore preferito ci appare come una visione post-industriale… i colori sgargianti e il profumo di vaniglia mischiato a quello del petrolio s’intrufolano nelle nostre narici. Non demordiamo… aspettiamo solo che si avvicini l’uomo col grembiule giallo, che ci guardi di sbieco e chieda, con voce monotona, “Quanto metto?”. Due rapidi conti e il gioco è fatto… tiriamo fuori il portafoglio e i cinque euro sono lì, pronti per essere spesi. L’uomo ci guarda un tantinello scontroso, cinque euro non sono tanti. Ma siamo giovani mica c’abbiamo i soldi da buttare. Così aspettiamo che la lancetta malefica si alzi quel tanto che basta. Poi di nuovo impiastricciati nell’ingorgo. Attendiamo. Ecco, faremo tardi al lavoro anche oggi. Ma non importa, dopo circa un’ora riusciamo ad arrivare, sudiamo copiosamente, le ascelle puzzano e quindi decidiamo che, per tutto il giorno, rimarremo con le braccia abbassate, facendo finta di niente. L’unico problema è il parcheggio. Giriamo a vuoto, lunghi tratti concentrici per trovare il piccolo spazio agognato. E finalmente ci siamo, lo vediamo -miraggio nascosto- fra le file di auto… è lui, perfettamente inglobato nelle strisce blu scolorite. Così arranchiamo verso il parcometro. Un euro l’ora. Facciamo un breve calcolo, molto breve ché stiamo in ritardo. Sono sette euro tondi tondi. Guardali, come scendono goduriosi nella pancia meccanica del distributore. Osservali , mentre scompaiono nelle fauci del mostro grigio…
Ecco, tutto questo in bicicletta non avviene: lo stress, la benzina, i giri a vuoto… in bicicletta esci, pedali, ridi, parcheggi dove vuoi, non spendi un euro e risparmi spazio, un’auto parcheggiata infatti occupa lo stesso spazio di dieci biciclette... ma tu scegli come vuoi eh…

aa


Tutti i dati, le informazioni e le interviste sono state prese da enCICLOpedia di sopravvivenza metropolitana a cura di Simona Castelli, Chiara Ginestra, Alberto Pieralisi.


Secondo il dottor Pio Labici “L’uso quotidiano della bicicletta al posto dell’automobile è un toccasana per tutti, in particolare riduce il rischio di malattie cardiache, infarti, diabete e alta pressione. L’abbinamento tra la salutare attività fisica, il piacere del pedalare e il risparmio stimola la produzione di endorfine e di sostanze eccitanti nel corpo(…). Il corpo umano è fatto per essere utilizzato ma i dati statistici sono difficili da digerire: il 46,1% dei cittadini è sedentario (dato in aumento del 6,4% rispetto al 1999) il 60% degli italiani pratica un’attività fisica insufficiente per la propria salute. La bicicletta può essere la tua palestra portatile e gratuita, il tuo parco giochi tascabile, può aiutarti a riattivare il metabolismo e a compensare l’assunzione di calorie in eccesso mentre vai al lavoro, al cinema, a fare shopping, al mare, ecc.”.

Nel 2000, a causa dell’inquinamento da trasporto, si sono avuti, in media, tre anni di vita persi per ogni soggetto esposto. L’inquinamento è dovuto soprattutto dal trasporto: l’automobile contribuisce per l’81% all’emissione di anidride carbonica e per il 68% all’emissione di composti organici volatili non metanici, ossido di azoto, monossido di carbonio e PM10. Bisogna ridurre gli sprechi, staccare le chiavi, mollare in garage l’automobile e raccogliere la vecchia bicicletta abbandonata da anni. Ripulirla, verniciarla, gonfiare le ruote e partire.

L’uso della bicicletta contribuisce a spezzare quel circolo vizioso consumistico/consumatore di cui invece la macchina fa parte: trasporto automobilistico, bisogno di petrolio, domanda di risorse naturali, conflitti.

Corri, non fermarti, assapora il momento, vivi l’attimo… in bicicletta puoi andare ovunque, per te non esisteranno confini, sarai libero. Blocchi, cortei, ZTL, attese davanti alla fermata dell’autobus saranno solo un vago ricordo nella tua mente. Il tempo che impiegherai ad arrivare in qualsiasi posto sarà sempre quello, quindi crea il tuo percorso, privilegia le piccole strade, usa le piste ciclabili, attraversa parchi e ville, non immetterti nei grandi stradoni riservati alle quattro ruote. Sfrutta la possibilità di diventare giuridicamente pedone ogni volta che serve: marciapiedi, aree e strisce pedonali, sensi vietati si possono attraversare con la bici a mano.


COME ANDARE IN BICICLETTA
Piccoli consigli per diventare il ciclista perfetto

Chi Siamo | Site Map | Contatti | 2006 INsensINverso