COMPRA L'INQUISIZIONE
di Simone Sestieri


Roma 31/07/2007

Piccolo riassunto: il Colosseo, due ragazzi, un bacio appassionato, la luna, la sbirro-mobile che giunge sparviera, le guardie che scendono dall’auto. Poi altre guardie. La questura. Il risultato? Atti osceni in luogo pubblico. Bene bene bene. Ritorniamo sull’argomento! Perché se ci ripenso non posso farne a meno. Il che mi preoccupa. Il razzismo dico. Il fantastico razzismo che si sta creando nella nostra fantastica nazione. Il razzismo che non si chiama più razzismo perché nessuno è razzista. Oooh sì. RAZZISMO. Mica no. La nostra società omofoba e intollerante produce esseri, in questo caso i poliziotti, che prendono e condannano due ragazzi per un bacio. Perché fa schifo vedere due uomini che si baciano. A tutto c’è un limite. Questo atteggiamento, in verità tollerato dai politici che come ho già detto si lamentano ma poi non hanno la faccia di andare contro nessuno, porterà, inevitabilmente, ad un futuro parecchio cupo. Zone-ghetto riservate ai gay. L’inquisizione che torna sotto forma di messaggio. Le vecchie signore scandalizzate che urlano felicità all’impiccagione del frocio di turno. Il GS, Panorama, Conad che intanto incitano al consumismo. La Chiesa che prende il potere. Di più . La totale assenza di ideologie porta l’uomo ad un attaccamento sempre maggiore nei confronti della religione. Il nuovo medioevo, seppur levigato e patinato da lussuosi coriandoli di cristallo, è vicino. È qui. È fra dieci anni. Fra cinque minuti. È il nostro mondo. Pensiamoci un attimo. Due uomini arrestati perché si baciano. La Chiesa che può tutto contro di noi (atei, di altre religioni, gay, lesbiche, transessuali, dissidenti, no global, ecc) e noi che non possiamo niente contro di lei. E i politici che si cagano in mano. E i loro valori, i valori clericali (se di valori si può parlare -niente da dire contro Cristo, grand'uomo, peccato fosse comunista, peccato che la Chiesa da 2000 anni si prenda gioco di lui), che prendono il sopravvento. Perché nessuno parla più. Tutto fa parte di un disegno più ampio volto a gettare il mondo nel baratro dell’ignoranza e della paura. Siamo figli del centro commerciale. Di Cristo appeso alla croce fosforescente con i chiodi fuxia. Di Padre Pio. E metto tutto insieme perché gli schiavi del consumismo sono gli stessi che la mattina vanno in Chiesa. Gli stessi che si sentono giustificati ad urlare parole contro i gay, gli immigrati e le zecche perché in fondo nessuno dice nient’altro. Sono gli stessi che, annoiati, si lanciano contro le porte del centro commerciale, ammaliati dalle vetrine sfavillanti. Sono quelli che la notte guardano i quiz, le pubblicità, la macchina più figa. Sono ipnotizzati in una sorta di matrix postmatrix dove la vera macchina è l’uomo, un immenso ingranaggio collettivo manovrato da poche entità che scelgono il tutto. O forse è anche peggio. Forse la macchina non è manovrata da nessuno. Va avanti da sola, per forza di inerzia. E gira gira gira. E nessuno la ferma. Troppo impegnati a pedalare.

Mi ha colpito la notizia dei gay fermati. Perché è un esempio di intolleranza accettata. Di razzismo diffuso. Di paura collettiva nei confronti del diverso. E tutti possono dire “frocio” perché i froci sono froci e quindi ‘sti cazzi. E se i bambini si uccidono perché in classe tutti li prendevano in giro meglio così. Un frocio in meno. Allora, mi chiedo io, cosa si può fare per cambiare questo modo di pensare?

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