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Quando ci sarà lui
di Daniele Fabbri
[29.04.2008]

"Mussolini istituì la dittatura fascista per aumentare le vendite dei gadget fascisti."
"Ma questa è una cazzata!"
"No, è revisionismo storico."

La rielaborazione dei fatti storici è un argomento molto interessante,
specie se ognuno può farne il cavolo che vuole.

Se fossi Malgioglio, potrei dire che Giuseppe Garibaldi non è mai esistito, le camicie non erano rosse ma fuxia e quella non era la spedizione dei 1000 ma il primo Gay Pride della storia.

Oppure, se fossi Silvio Berlusconi, (in arte "Le-bugie-hanno-le-gambe-corte-ma-i-tacchi-alti"),
potrei dire che bisogna capire i ragazzi di Salò (anche se l'idea non fosse mia ma di Luciano Violante, in arte "Non-si-rompano-i-cogliòn-alle-tv-di-Berluscòn").

Oppure, se fossi Marcello dell'Utri("La-mafia-esiste-ma-non-vengo-certo-a-dirlo-a-te"),
potrei dire che sui libri di storia bisogna fare qualche cancellatura ai capitoli sulla Resistenza.

La differenza tra tutte queste ipotesi è che nei prossimi cinque anni non sarà Malgioglio a decidere la sorte delle chiappe degli italiani.
La deciderà invece un tizio che sa quanto revisionare storie al momento giusto porti consensi importanti.

I leghisti se li è assicurati sorvolando sull'infermità mentale di Bossi;
per la mafia scriverà le vicende di un grande eroe, "Le Manganeidi";
E adesso bisognava pensare ai nostalgici.

Negli ultimi tempi in Italia la cultura fascista è tornata in auge, facendo leva su argomenti facili quali la sicurezza.
Le politiche del ventennio in merito erano semplici: razzismo e botte.
Le politiche attuali sono più moderne ma altrettanto semplici: razzismo e botte con sorriso telegenico.

Pressando pressando, siamo giunti ad oggi, dove mentre mezza italia celebrava la Liberazione dal nazifascismo, Silvio-delle-libertà-di-Silvio se ne stava a casa a prendere un caffè con Ciarrapico, l'editore littorio orgoglioso della sua camicia nera.
E a Roma, dove campeggia la facciaccia di Alemanno, un moderno politico che va ogni anno regolarmente a Predappio a farsi la sua mezz'ora di picchetto insieme ai giovani gruppi con la testa rasata e la croce celtica.

E ciò, tanto per cambiare, ha suscitato giusto qualche rutto quà e là.

In Italia il fascismo è già riabilitato, perché ci si può vantare tranquillamente di essere fascisti senza il pericolo di essere presi a calci nel sedere.
E non si può dire che il fascismo è stato una tragedia nazionale, perché l'unica risposta che ti arriva è "sì, ma pure le brigate rosse!"
In Italia il fascismo è già riabilitato, perché è riabilitata l'ignoranza sulla quale s'è costruito.

E quindi rallegramenti gente,
tra non molto i treni ricominceranno ad arrivare in orario

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noi non abbiamo paura
 
 
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