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| Quando i fasci organizzano manifestazioni pro-Birmania |
di Simone Sestieri
[01.10.2007] |
In Birmania c’è un regime militare fascista. Lo sappiamo tutti; i giornali, la radio e la televisione non parlano d’altro. È la notizia del momento, lo scoop. Certo da tempo la situazione in Birmania non è delle migliori ma solo adesso tutti si svegliano. E va bene così. Meglio tardi che mai. Se vedi le immagini delle manifestazioni e la lotta del popolo non puoi fare a meno che schierarti da una parte, da un lato. E assistere inerme ai massacri dei monaci arancioni. O alla foto del giornalista ucciso. E pensare alle vittime della dittatura.
L’iraq o l’Afghanistan sono guerre. E il movimento combatte contro queste guerre. Il “popolo della pace” o i noglobal scendono in piazza per urlare contro Bush e contro i fucili. Si battono per un ideale, un ideale di pace giusto e vivo. Ma poi. Poi succede che scoppia la caciara in Birmania e tu ti aspetti che si faccia qualcosa, si organizzi una grande manifestazione, si occupi una piazza. Passa un giorno, poi due, poi tre e niente… ti dici “cazzo, qualcosa si farà”, ma… tutto tace. Poi guardi la televisione e vedi che Veltroni ha organizzato una manifestazione a favore del popolo birmano. Veltroni. Pensi che forse è meglio iniziare ad indossare la mogliettina rossa. Una maglietta per un popolo, un buon affare. Non mi stanco, non cammino, non urlo slogan e non entro in paranoia quando vedo una guardia che gli prude la mano. Indosso la maglietta. E stop.
Intanto aspetti. E poi ti danno il colpo di grazia. La manifestazione l’ha organizzata qualcuno. Peccato sia nera. Peccato porti gli stemmi di fiamme tricolori, peccato che a capo del piccolo corteo di picchiatori fascisti mutati in pacifisti neri ci sia il signor Larussa. Mah. Pensi, qui dev’esserci qualcosa che non và. Che succede? I fasci dalla parte dei buoni e noi in silenzio? Quei quattro gatti pezzi dimmerda con le bandiere italiane che stanno lì a manifestare contro una dittatura militar-fascista?!? No, devono avere le idee un pochino confuse. Come Veltroni. Allora fai un calcolo. E pensi alla destra che cavalca l’onda birmana mass mediatica. Fai due più due e capisci sempre di meno. I fasci con gli occhiali scuri e i larghi sorrisi sono strani. Combattono l’immigrazione clandestina, sono razzisti ma si scherano a favore di un popolo povero che emigra clandestinamente in altri paesi. Fra cui l’Italia! E pensi al simpatico Veltroni. Che se arriva un immigrato clandestino birmano se lo pappa a colazione e lo rispedisce in Birmania, in mezzo ai militari. E allora le cose no, proprio non ti tornano. I fasci e i veltroniani non sono contro i clandestini? E parte del popolo birmano in Italia non è clandestino? Che si fa, una manifestazione a favore loro ma se si becca un birmano in mezzo alla strada che vende cd alle bancarelle si picchia (se sei fascista) o si rispedisce in Birmania (se sei Veltroni)? E allora capisco. È demagogia! Tutti parlano dei birmani ed io faccio la manifestazione a favore loro! Demagogia!!! “Poverini i birmanini”, pensa l’uomo davanti alla tv, a cena, mentre gurada il telegiornale delle 20, fra il piatto di pasta alle vongole e la carne al sugo. “Guarda che bravo Veltroni che si mette la maglietta rossa! E ha organizzato pure la manifestazione! Quasi quasi lo voto! E guarda, che bravi ragazzi sono questi giovani con i bomber e le celtiche nascoste, bravi bravi bravi!”. Ma rimane un fatto, a parte le merde fasciste doppiogiochiste o il finto buonismo di Veltroni super PD; rimane il fatto che il “popolo della pace”, quello vero, e i noglobal non hanno organizzato niente. Che il movimento, che demagogico non è, non è sceso in piazza. Che i noglobal, per niente buonisti ma coerenti con le proprie azioni, non hanno agito. Che la guerra è guerra ovunque e chi crede nella libertà, quella vera, deve sempre combattere contro gli oppressori e dimostrare, attraverso il dissenso, solidarietà ai popoli in lotta. Perché il nostro movimento non ha bisogno di televisioni/sponsor per agire. Il nostro movimento è vero e fondato su valori giusti. Che non devono essere traditi. Perché il movimento non è demagogico e deve combattere per tutti. Piccoli e grandi. Iracheni o birmani. Italiani e stranieri.
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