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Venerdì 20 maggio dalle ore 19,30
ANIWE/PER TUTTI presenta:
SCONTRO DI CIVILTA’ PER UN ASCENSORE A PIAZZA VITTORIO
Uno spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Amara Lakhous |
Lo spettacolo nasce da un laboratorio teatrale multietnico che è durato da Febbraio a Maggio.
Ore 19.30
Cena sociale a sostegno dello spettacolo
Ore 21
Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio
Compagnia: Sharleena Teatro
Regia: Silvana Mariniello
Attori:
Daniel Palatty Joy
Silvana Mariniello
Katiuscia Carnà
Lida Yasmin Mahdavi
Francesca Gambini
Lara Panizzi
N.B.
Puoi venire anche con il trenino per Fiumicino-fermata Villa Bonelli
Note del laboratorio Multietnico per lo spettacolo teatrale
“Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”
Quest’anno a partire da febbraio fino a metà maggio, Silvana Mariniello, regista, autrice e attrice teatrale, dell’Associazione Multicultura “Aniwe/Per Tutti”, ospite delle Officine Culturali “Insensinverso”, ha portato avanti, con persone di diverse provenienze geografiche, in un laboratorio teatrale “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio.
La messa in scena finale è stata montata partendo dalla riduzione teatrale dal medesimo romanzo di Amara Lakhous.
Le sessioni di lavoro si sono articolate con materiali teatrali di diverso tipo: voce, movimento, ritmi, suoni e silenzi. Molto il lavoro sulla relazione, la fiducia e la conoscenza.
Estremamente interessante il tipo di approccio al laboratorio, perché nuovo rispetto a quanto può avvenire in un gruppo di persone che parla la stessa lingua, condivide simbolismi, immaginari collettivi e che vivono un tessuto e problematiche sociali simili.
Parlarsi con lingue differenti in teatro significa prendere a prestito il linguaggio universale dei gesti. Là dove questo non è stato sufficiente, i partecipanti si sono aiutati avvalendosi dell’inglese o del francese.
I testi finali, in lingua italiana, sono stati prima tradotti in inglese e poi c’è stato l’approccio definitivo in lingua italiana, quella della messa in scena.
Il laboratorio si conclude il 20 maggio con lo spettacolo che ha sette personaggi e sei giovani interpreti (un indiano, un italo iraniana, tre giovani donne italiane, di cui una neo mamma di un bambino italo bangladese).
I ragazzi e le ragazze del laboratorio si sono sempre aiutati restituendo alla conduttrice tanta voglia di proseguire l’esperienza e di trovare, anche per il futuro, formule che possano avvicinare più persone possibili all’arte teatrale che aiuta a liberare la propria creatività e che rende più felici.
L’esperienza restituisce una grande e inimmaginabile crescita personale e rinnova il punto di vista artistico che prevede l’inclusione per eccellenza.
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