Oggi al Senato abbiamo assistito ad una seduta lacerante, un oscuro senso di tristezza dovrebbe pervadere chiunque abbia potuto assistire, direttamente o indirettamente, al dibattito. Cori da stadio, sputi rivolti ad un "dissidente" dell'Udeur, urla dai banchi di AN: "sei una merda!" "Checca squallida!".
Franca Rame in un passo della lettera di dimissioni (che pochi avranno letto perchè, tanto lunga, quanto interessante), riferendosi proprio al Senato, ha scritto:
"A volte mi capita di pensare che una vena difollia serpeggi in quest’ambiente ovattato e impregnato di potere, di scontri e trame di dominio.
L’agenda dei leader politici è dettata dalla sete spasmodica di visibilità, conquistata gareggiando in polemiche esasperate e strumentali, risse furibonde, sia in Parlamento che in televisione e su i media. E spesso lo spettacolo a cui si assiste non “onora” gli “Onorevoli”.
Al Senato non si usa ascoltare chi interviene, anche se l’argomento trattato è più che importante. No, la maggior parte dei presenti chiacchiera, telefona su due, tre cellulari, legge il giornale, sbriga la corrispondenza…
In Senato, che ho soprannominato “il frigorifero dei sentimenti” non ho trovato senso d’amicizia. Si parla... sì, è vero... ma in superficie. Se non sei all’interno di un partito è assai difficile guadagnarsi la “confidenza”. A volte ho la sensazione che nessuno sappia niente di nessuno... O meglio, diciamo che io so pochissimo di tutti.
In Aula, quotidianamente, in entrambi gli schieramenti (meno a sinistra per via dei numeri risicati), vedi seggi vuoti con il duplicato della tessera da Senatore inserita nell’apposita fessura, con l’intestatario non presente: così risulti sul posto, anche se non voti e non ti vengono trattenuti 258 euro e 35 centesimi per la tua assenza, dando inoltre la possibilità ai “pianisti” di votare anche per te, falsando i risultati.
Questo comportamento in un Paese civile, dove le leggi vengono applicate e rispettate, si chiama “truffa”."
In queste ore, quì a Roma, c'è gente che festeggia manco l'Italia avesse vinto i mondiali; in giro ci sono caroselli, bandiere nere al vento, braccia tese. Addirittura si sono stappate bottiglie all'interno del Senato stesso. Mi chiedo in quale altro paese si vedono queste scene deprimenti.
Che cosa c'è da festeggiare? Se lo scenario putrido e torbido è quello visto stasera, che senso hanno le bandiere al vento?
Forse il senso di liberazione degli evasori che intravedono all'orizzonte la possibilità di tornare a non pagare le tasse; forse il senso di appartenza che esplode indipendentemente dalla consapevolezza dei motivi per cui si festeggia, e quindi, l'ennesima occasione per sfogare i propri istinti e le proprie frustrazioni.