Cosa sta succedendo?
Chi siamo?
In cosa ci stiamo trasformando?
A Ponticelli (Napoli), l’Italia più razzista sta uscendo allo scoperto. Liberi finalmente di fare quel che vogliono. Le baracche dei rom vengono bruciate, la gente urla, scappa, corrono a ripararsi in luoghi che credono più sicuri. Nei campi rimangono in pochi, non hanno né cibo né acqua, sono stanchi, hanno paura. Ma le donne italiane, come bestie, non si fermano, attaccano il campo, distruggono le recinzioni. Le guardie sono costrette a difendere gli zingari. Bisogna eliminarli, distruggerli.
A Milano gruppi armati, nel quartiere Manforte, cercano rom da pestare. Nella stessa zona una molotov incendia un edificio in cui vivevano alcuni rom, già oggetto l’altro ieri di un pestaggio. A Roma, come descritto in apocalittici scenari degni del miglior Kubrick, girano ronde anti-zingari, armati di mazze, spranghe e coltelli. A Pisa la polizia distrugge alcune baracche, mettendo famiglie rom sulla strada. Di nuovo a Roma, stanotte, maxi blitz delle forze dell’ordine dentro un campo regolare(uno dei più grandi della capitale). La gente insorge, contro i ladri di bambini (neanche un caso accertato), contro chi ruba e stupra. Poco importa che oggi una donna rom sia stata violentata da un italiano. Che ci frega. La nostra è la razza dominante. E allora sì, diamoci dentro! Continuiamo a torturare un intero popolo. E i giornali? I fantastici mezzi di informazione? Che fanno? Repubblica pubblica gli avvenimenti in 11 pagina. In 11 pagina, vi rendete conto? E il Giornale? Cosa fa il Giornale? La mappa anti Rom, con tanto di zone rosse e campi più a rischio delinquenza. Eccolo il nostro paese. Una merda. Cosa stiamo diventando. Ha vinto la destra, è vero. Ma questo non ci giustifica. Non ci si può trasformare in bestie senza cervello (e senza cuore). Il nostro è un paese razzista. Continuiamo a toccare il fondo, lo raschiamo, e la caduta non finisce mai… Ha vinto Berlusconi, e in meno di un mese ecco il risultato. Finalmente la gente può dar sfogo ai suoi istinti, mutare in bestie, approvata dal governo. Prima Verona, oggi Napoli. E loro a far finta di niente. Loro, i potenti, a giocare e a darsi pacche sulle spalle. I potenti, signori. I responsabili. Se il governo è il primo dei razzisti perché non posso esserlo io? Chi mi blocca? Se Fini mi dice che è più grave bruciare una bandiera piuttosto che uccidere un uomo allora sì, sono libero di picchiare, massacrare, accoltellare. Basta che non do fuoco alle bandiere. Se gli Alemanno e le Moratti vogliono i commissari straordinari per l’emergenza rom allora vuol dire che un’emergenza c’è. Che sono pericolosi, che bisogna bloccarli. Se i leghisti chiedono le ronde e i Cofferati chiedono le ronde, beh, destra e sinistra eh… le ronde sono giuste. Se mettiamo su leggi anti immigrazione che ricordano le leggi razziali (anti rom, anti ebreo, molto simile). Allora uccidiamoli ‘stimmigrati. Se perquisiamo e sgomberiamo tutti i campi tanto vale bruciarli. E se poi li bruciamo e i politici stanno zitti, fanno finta di niente, allora non abbiamo fatto poi così male. Se un governo, uno stato, permette i roghi, che razza di stato è? Non è un fatto di destra o di sinistra. Sono stati appiccati incendi contro baracche dove ci vivevano famiglie. E ‘sta gente che ci governa sta zitta! Continuano a parlare fra loro, fuori dal mondo, a fare le loro inutili riunioni, a stringersi la mano, a dire << pacatamente >> e tutte quelle stronzate che a me non me ne frega niente! Berlusconi che sorride, Maroni che sorride, tutti a sorridere certo, intanto le poltrone ve le siete prese! Anzi, una cosa la fate, le leggi sulla sicurezza! Ma dov’è questa sicurezza? Chi è al sicuro? Chi si sente sicuro? E Veltroni, l’opposizione, cosa fa contro questo schifo che è il nostro paese? Sta zitto. Non parla. Tutti zitti sì. Shhh. Non dite niente. Fateli bruciare ‘sti zingari. Tanto la vita umana non conta niente. Facciamoli bruciare. Uccidiamo i bambini già che ci siamo, non facciamoli riprodurre. Tutti d’accordo nel razzismo. Bravo popolo italiano. Bravi politici italiani.