LA MANIFESTAZIONE CHE NON E' MAI ESISTITA
di Simone Sestieri


Roma 31/10/2007

Aspetto uno, due, tre giorni. Cerco. Ma niente. Eppure c’è stata, io c’ero. E con me gli altri soci di InsensINverso, e anche altre diecimila persone. Veramente non capisco. Le strade sono state invase, la gente ha gridato, il traffico è stato bloccato. C’erano i poliziotti, che non si aspettavano così tanta gente e hanno dovuto chiamare i rinforzi. C’era il treno da Napoli che è stato bloccato. C’erano i carri… veramente non capisco. Eppure, mentre giravo il video, per fare la carrellata che poi monterò a velocizzatore, ci ho messo un venti minuti buoni (a passo veloce) a percorrere tutto il corteo. Ma nei giornali no, non dicevano niente. E neanche in televisione. Insomma la manifestazione non c’è stata. Tutta quella gente, da invisibili quali sono, sono stati trattati per l’ennesima volta come, appunto, invisibili. Domenica, a Roma, c’è stato un gran corteo, un corteo di immigrati che chiedevano al governo Prodi il permesso di soggiorno. C’erano un po’ tutte le comunità presenti in Italia, c’erano i tipi del G2 (quelli della seconda generazione, figli di immigrati nati in Italia, che a diciotto anni, se non hanno un lavoro, diventano clandestini; insomma, italiani come me o come te, che però perdono tutti i diritti al compimento della maggiore età - e pensare che io a diciotto anni ho festeggiato felice il mio compleanno-). Comunque. La manifestazione è stata un successo. Si manifestava per i diritti fondamentali dell’essere umano, per il permesso di soggiorno, per una sanatoria, per l’annullamento della Bossi-Fini e la modifica dell’Amato-Ferrero. La possibilità di lavorare senza paranoia, senza che le guardie vengano a prenderti la tua merce e le tue cose. Insomma una vita dignitosa, quella vita che tutti noi abbiamo ma che, invece, viene negata a chi viene da un altro paese. E nei giornali non è uscito niente. Non una parola. Eppure i contestatori della santificazione franchista (avvenuta lo stesso giorno della manifestazione dei migranti) c’erano al tg. Perché gli immigrati no? Me lo sono chiesto più volte. Poi ho capito. Quando a piazza Vittorio, finito il corteo, stavo andando via insieme a Laura per tornare a casa mi sono fermato ad un bar. C’era la barista, una donna molto simpatica, che aveva un gran mal di testa. Io stavo tutto fomentato dalla manifestazione (un mio studente del Bangladesh mi aveva appena detto “Adesso le cose cambieranno! Non possono continuare a far finta di niente!” ed io, per un secondo, ci avevo creduto) e avevo attaccato bottone. “Ah!”, si lamentava la signora barisa, “Pure questi che manifestano! Ma che vogliono!?!”. Lì per lì rimango indignato ma poi ecco che la tipa mi fornisce la sua spiegazione, “Hai visto i giornali no? Tutti ‘sti zingari, questi immigrati, solo stupri e violenze!”. Laura, che stava accanto a me, aveva preso a parlare con la barista, le aveva detto, come una maestra fa con i bambini “Signora guardi, non tutti gli immigrati sono delinquenti, pensi al migrante che attacca a lavorare alle otto, per strada, con la sua bancarella, e che stacca alle venti; pensi che tutti i giorni, l’africano di turno, sta con la paranoia della polizia che lo blocca e gli prende tutto la sua roba, che lo sbatte in questura, pensi se lei dovesse venire qui, nel suo bar, e lavorare per dodici ore e stare attenta alla guardia intransigente che viene per farle chiudere tutto… ma questo, ovviamente, non fa notizia, è meglio parlare della violenza immigrata, pensi che noia a leggere sul giornale del bengalese che vende guanti in mezzo alla strada. Non fa notizia”; e la barista, come per magia, aveva stralunato gli occhi, colta da un leggero senso di disagio, attraversata da un fulmine sottile lungo le linee del cervello. Ance io ero rimasto lì, immobile, sorpreso da tanta semplicità, estasiato dagli occhi della donna che si facevano sempre più sottili. Sembrava svegliarsi da un lungo sonno. Come se, per un momento, l’ipnosi mass mediatica fosse cessata. Mi ero stupito perché la donna, in un attimo, aveva capito. Perché la donna, fissa sul suo televisore, prende per verità tutto quello che la macchina le dice. Ed ecco allora la spiegazione del tutto. I giornali non riportano la notizia della manifestazione perché dovrebbero spiegare i motivi della manifestazione. Dovrebbero dire che non tutti gli immigrati sono cattivi, che anzi, la maggioranza è brava gente, che lavora e si fa il culo. Che essere uomini invisibili, senza diritti, ti crea un collasso psicologico senza precedenti e che vieni ridotto ad un essere al di sotto degli altri esseri. Perché non sei nulla e la società ti considera nulla, quindi non ti considera. Come può, il mass media, spiegare tutto questo dopo anni dei demonizzazione del migrante. Come può dire che gli esseri umani sono buoni e cattivi dopo che per anni ha abituato il cittadino e criminalizzare l’immigrato creando di fatto il delinquente perfetto, il capro espiatorio che non può ribellarsi perché non esiste. Ecco quindi che la lotta contro i santi franchisti fatta da alcuni è più facile da spiegare perché può essere ghettizzata come la solita robetta da centri sociali. Perché la gente sa che il movimento agisce e provoca. Ma trattare l’immigrato in maniera diversa dal solito non si può fare. Il rischio è di creare un collasso. Di instaurare il dubbio. Ecco allora che ai politici fa comodo non parlare della manifestazione e ai mass media fa altrettanto comodo, così possono, domani, trovare l’avversario perfetto che fa sempre notizia. E gli immigrati, nel frattempo, rimangono invisibili. La manifestazione è stata cancellata dalla storia. L’oscuramento della notizia è stato attuato. L’annullamento del reale. Una falsa informazione, un’informazione mirata e guidata. Finta. L’informazione che fa comodo. Quella semplice da gestire. Perché la lotta immigrata fa paura e non si può arrestare. E i mass media preferiscono tacere. Avrebbero altrimenti troppe cose da dover spiegare.  Quindi la manifestazione di domenica non è esistita, portata avanti da esseri senza traccia, da uomini e donne invisibili. Ma c’è un problema. Gli invisibili si stanno incazzando. E prima o poi tutti ne pagheremo le conseguenze.

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