LE OMBRE OSCURE DEI CENTRI SOCIALI
di Simone Sestieri


Roma 16/04/2008

  Ieri ho visto Porta a Porta. C’era Rosi Bindi, Livia Turco, La Russa e un altro tizio della destra. Più, un vecchio dell’espresso con spessi occhiali, uno di panorama dallo sguardo brizzolato, e un altro paio che si alternavano. Ovviamente c’era Vespa, che, con addosso le sue cravatte rosa casual tutte luccicanti, rideva felice fra i nei.
Premesso, ieri mi rodeva parecchio il culo (abito a Roma e se voialtri avete perso solo nel paese noi ci ritroveremo pure Alemanno); comunque. Inizia la trasmissione. Me ne sto sdraiato sul cuscino rosso e Laura si beve il suo buon bicchiere di vino dolce dal gusto frizzante; uno di quei vini da Festa dell’Unità vecchio stampo, quando c’erano le bandiere rosse e non si chiamavano ancora DemocratiK Party, per intenderci.
Inizia la trasmissione di Vespa, rullo di campane ed entrano gli ospiti. La Russa se la ride, giustamente felice. È soddisfatto, lui ha vinto. Poi entra la maestria Rosi Bindi. Mio Dio. Mi ricorda la mia insegnante di prima elementare, quella che non vedevo l’ora, quando avevo 6 anni, che se ne andasse in pensione. Poi c’è Livia Turco, un palo agghindato di gioielli, tutta in tiro. Inizio a capire perché il PD ha perso. La Russa invece se la comanda, col suo bel facciotto da psicoavvocato allungato. I giornalisti pure mi mettono parecchia tristezza. Si parla di sicurezza. Ahi ahi ahi! La sicurezza! La Bindi si lancia in un attacco sfrenato contro la cultura xenofoba della Lega. Cazzo Bindi, c’hai ragione. “Guarda un po’”, mi dico, “non è che questi del PD hanno capito, e stanno facendo, a modo loro, mea culpa?”. Laura, accanto a me, sorride complice. << Brava la Bindi! >>, diciamo in coro. Xenofobia, terrore, razzismo, persecuzioni sommarie. Cazzo, sono vere comuniste. Ma poi… gli esponenti di destra attaccano. << I cittadini non si sentono sicuri! >>, tuonano. I giornalisti accanto a loro urlano, << I poveri anziani, di ritorno dalla gita domenicale in chiesa, di notte, hanno paura a rientrare in casa; il demone rom, nascosto sotto i tetti, potrebbe assalirli con pistole laser… >>. Le due donne del centro sinistra si guardano, cazzo. Non siamo mica comuniste, non siamo mica di sinistra. Cavalcare l’onda della xenofobia (come loro poco prima hanno detto riferendosi alla destra) in fondo non è mica tanto sbagliato. E allora, vai! La Bindi si pompa tutta, tira fuori le tette, un brufolo le scoppia, il viso diventa rosso e da nonnina che prepara i biscotti si trasforma nel lupo cattivo, e urla, << SIAMO STATI NOI I PRIMI A FARE IL PACCHETTO SICUREZZA, L’ORDINANZA CONTRO I LAVAVETRI! NOI ABBIAMO APPLICATO PER BENE LA BOSSI FINI! >>, poi ci ripensa, << Certo >>, sussurra timida, << ci vuole integrazione… >>
Laura mi guarda, io la guardo. << E’ vero >>, diciamo, << sono stati loro, e noi che ce lo stavamo dimenticando >>. Perché in fondo la bossi fini mica il centro sinistra l’ha tolta, in fondo il razzismo e la mania da sicurezza smaniosa è il centro sinistra ad averlo creato. Il centro destra è sempre stato così. La Bindi nel frattempo si lancia in un’atra delle sue, << E’ PROPRIO NELLA SICUREZZA CHE FAREMO I PROVVEDIMENTI INSIEME, IN SINTONIA! >>. In sintonia, un attimo fa aveva detto di non cavalcare l’onda xenofoba. Allora penso, che in fondo, tutta ‘sta differenza non c’è. Che finché il centro sinistra continuerà ad usare le parole della destra non ci sarà speranza. Se un elettore vuole votare la destra mica vota il centro sinistra, vota la destra. Ma i boss del PD questo non lo capiscono; hanno preso una signora batosta, perché non erano differenti dalla destra, e non pensano che forse dovrebbero iniziare a ragionare diversamente. No, continuano a copiare Silvio e compagnia. E quindi non possono vincere. Non comprendono che la gente ha bisogno di una voce dissimile. Che così facendo perderanno tutto.
Ma la trasmissione continua. E il nuovo terrore avanza. Siamo noi. “Le ombre oscure dei centri sociali”. Fighi eh. “Le ombre oscure dei centri sociali”. E chi l’avrebbe mai detto di essere “oscuro”. Ma mi ci sto già immedesimando. Presto diventeremo i nuovi caproespiatori. “L’ombra oscura del centro sociale”, oh suona bene. Credo che da domani inizierò ad indossare un bel mantello nero. Sì. Fate bene, signori, ad aver paura. Oh sì. Perché noi in piazza ci scendiamo, ci scenderemo, tutti i giorni. Le piazze sono e rimarranno nostre. Delle “ombre oscure dei centri sociali”. Quindi, signori, chiudetevi in casa, ché i lupi neri stanno tornando.
Vabbé, per concludere.
Spengo la tele e mi sento sollevato. Un po’ a causa del vino, un po’ a causa di Livia Turco la frigida e Rosi Bindi la nonna-in-pensone. Perché, loro, mi hanno ricordato cos’è stato il governo Prodi; e cos’è il PD. Entrambi molto simili al centro destra. Quindi perché no, noi la nostra bella opposizione la faremo. Con i migranti, i gay, le lesbiche, i trans; nei centri sociali, da precari, nelle strade.

 

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