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LEZIONE 9
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L’ ETICHETTATURA DEI PRODOTTI CHIMICI
Avendo parlato nella Lezione Otto di rischio chimico, vediamo ora come è possibile conoscere il grado di rischio di un prodotto chimico e quali cautele adottare.
Premetto che il datore di lavoro che fa utilizzo di qualunque prodotto chimico nelle lavorazioni è obbligato ad eseguire una specifica valutazione del relativo rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Infatti i prodotti chimici possono comportare pericoli per la salute (insorgenza nel tempo di malattie professionali o infortuni dovuti alle loro proprietà) e per la sicurezza (prodotti infiammabili o esplodenti) dei lavoratori.
A seguito di questa valutazione del rischio il datore di lavoro deve adottare tutte le possibili misure per ridurre il grado di rischio rilevato, fino a quanto tecnicamente possibile, istituire, se necessario, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori e fornire loro la formazione e tutte le informazioni necessarie per evitare esposizioni pericolose ai prodotti chimici.
Nell’ ipotesi che non lo faccia (tutt’ altro che remota, sono tutte cose che costano e non danno profitto nell’ immediato), nel seguito vi darò alcune informazioni per rendervi conto del pericolo che correte utilizzando certi prodotti e cosa fare per evitarli.
Tali aspetti sono regolamentati dal D.Lgs.52/97 “Classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose”, così come integrato ed aggiornato dal D.M 28/04/97, dal D.Lgs.90/98, dal D.M.25/10/01 e dal D.M.28/02/06.
Il testo integrale di tale Decreto è reperibile su internet (basta digitare D.Lgs.52/97 nella finestra di un qualunque motore di ricerca. Se non lo trovate ve lo possono inviare.
Il Decreto (attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente la classificazione, l’ imballaggio ed l’ etichettatura delle sostanze pericolose) è estremamente complesso ed articolato, per cui riporterò nel seguito solo gli articoli più importanti dal nostro punto di vista.
Come al solito tra virgolette è il testo del Decreto e sotto li miei commenti.
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Innanzitutto l’ articolo 2 comma 1 del Decreto definisce il suo campo di applicazione.
“Ai fini del presente decreto si intendono per sostanze: gli elementi chimici ed i loro composti, allo stato naturale o ottenuti mediante qualsiasi procedimento di produzione, compresi gli additivi necessari per mantenere la stabilità dei prodotti e le impurezze derivati dal procedimento impiegato, ma esclusi i solventi che possono essere eliminati senza incidere sulla stabilità delle sostanze e senza modificare la loro composizione”
In sostanza tutti i prodotti chimici che vengono immessi sul mercato rientrano nel campo di applicazione del decreto, ad eccezione di (vedi articolo 1):
a) specialità medicinali ad uso umano o ad uso veterinario;
b) prodotti cosmetici;
c) miscele di sostanze in forma di rifiuti;
d) prodotti alimentari;
e) alimenti per animali;
f) antiparassitari;
g) sostanze radioattive;
Per tali sostanze devono però essere comunicate in maniera analoga le caratteristiche di pericolosità, ance se con modalità che non rientrano nel campo di applicazione del D.Lgs.52/97.
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Sempre l’ articolo 2, ma al comma 2, definisce poi che cosa si deve intendere per preparati pericolosi.
“Ai sensi del presente decreto sono considerati pericolosi le sostanze ed i preparati:
a) esplosivi: le sostanze ed i preparati solidi, liquidi, pastosi o gelatinosi che, anche senza l' azione dell'ossigeno atmosferico, possono provocare una reazione esotermica con rapida formazione di gas e che, in determinate condizioni di prova, detonano, deflagrano rapidamente o esplodono in seguito a riscaldamento in condizione di parziale contenimento;
b) comburenti: le sostanze ed i preparati che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica;
c) estremamente infiammabili: le sostanze ed i preparati liquidi con i punto di infiammabilità estremamente basso ed un punto di ebollizione basso e le sostanze ed i preparati gassosi che a temperatura e pressione ambiente si infiammano a contatto con l'aria;
d) facilmente infiammabili:
1) le sostanze ed i preparati che, a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono subire innalzamenti termici e da ultimo infiammarsi;
2) le sostanze ed i preparati solidi che possono facilmente infiammarsi dopo un breve contatto con una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche topo il distacco della sorgente di accensione;
3) le sostanze ed i preparati liquidi il cui punto d'infiammabilità è molto basso;
4) le sostanze ed i preparati che, a contatto con l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas estremamente infiammabili in quantità pericolose;
e) infiammabili: le sostanze ed i preparati liquidi con un basso punto di infiammabilità;
f) molto tossici: le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccolissime quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
g) tossici: le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccole quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
h) nocivi: le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
i) corrosivi: le sostanze ed i preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi un'azione distruttiva;
l) irritanti: le sostanze ed i preparati non corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria;
m) sensibilizzanti: le sostanze ed i preparati che, per inalazione o assorbimento cutaneo, possono dar luogo ad una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce reazioni avverse caratteristiche;
n) cancerogeni: le sostanze ed i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza;
o) mutageni: le sostanze ed i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza;
p) tossici per il ciclo riproduttivo: le sostanze ed i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare o rendere più frequenti effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della funzione o delle capacita riproduttive maschili o femminili;
q) pericolosi per l'ambiente: le sostanze ed i preparati che qualora si diffondano nell'ambiente, presentano o possono presentare rischi immediati differiti per una o più delle componenti ambientali.”
Sulla base di tale classificazione, i prodotti chimici andranno imballati ed etichettati secondo quanto riportato successivamente nel Decreto.
Oltre alla generica definizione riportata all’ articolo 2, nei suoi allegati il Decreto definisce le prove di laboratorio e i parametri di riferimento per definire in maniera univoca e non soggettiva se la sostanza fa parte di una (o più) delle categorie sopra indicate.
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Gli articolo successivi riguardano le modalità di immissione sul mercato (Comunità Europea) delle sostanze e in particolare di quelle pericolose e per noi rivestono un’ importanza relativa. Basti sapere che l’ immissione sul mercato di tutte le sostanze deve avvenire secondo precise procedure, compreso l’ obbligo della notifica all’ autorità competente dell’ immissione sul mercato di sostanze pericolose.
Veniamo invece agli articoli che ci interessano di più cominciando dall’ articolo 19 che riporta le prescrizioni relative all’ imballaggio delle sostanze pericolose.
“L'imballaggio delle sostanze pericolose deve soddisfare le seguenti condizioni:
a) l'imballaggio deve essere progettato e realizzato in modo tale da impedire qualsiasi fuoriuscita del contenuto, fermo restando l' obbligo di osservare le disposizioni che prescrivono speciali dispositivi di sicurezza;
b) i materiali che costituiscono l' imballaggio e la chiusura non devono essere suscettibili di deteriorarsi a causa del contenuto, né poter formare con questo composti pericolosi;
c) tutte le parti dell' imballaggio e della chiusura devono essere solide e robuste, in modo da escludere qualsiasi allentamento e sopportare in maniera affidabile le normali sollecitazioni della manipolazione;
d) il recipiente munito di un sistema di chiusura che può essere riapplicato deve essere progettato in modo che l' imballaggio possa essere richiuso ripetutamente senza fuoriuscita del contenuto;
e) qualsiasi recipiente, di qualsiasi capacità, che contenga sostanze vendute o disponibili al dettaglio e sia etichettato come "molto tossico", o "tossico" o "corrosivo" ai sensi del presente decreto, deve essere dotato di una chiusura di sicurezza per la protezione dei bambini e recare un'indicazione di pericolo avvertibile al tatto;
f) qualsiasi recipiente, di qualsiasi capacità, che contenga sostanze vendute o disponibili al dettaglio e sia etichettato come "nocivo", "estremamente infiammabile" o "facilmente infiammabile" ai sensi del presente decreto deve recare un' indicazione di pericolo avvertibile al tatto.
Le specifiche tecniche relative ai dispositivi ed ai sistemi di sicurezza di cui alle lettere e) e f), sono indicate nell'allegato IX.”
Quindi i recipienti delle sostanze pericolose, solide, liquide gassose, devono essere adeguate al contenuto. Ad esempio un liquido corrosivo deve essere contenuto in un recipiente che non si sciolga a contatto col liquido.
In genere tutti i produttori di sostanze si attengono a tali disposizioni.
E’ però importante che le sostanze pericolose non vengano travasate in altri contenitori, sia perché questi potrebbero essere non adeguati in termini di proprietà fisiche e di sistemi di chiusura alla sostanza, sia perché verrebbe a mancare l’ etichettatura di sicurezza posta sulla confezione originale.
Pertanto dovete stare attenti che non vengano utilizzati prodotti chimici in imballi non originali.
Gli imballi originali si distinguono poiché riportano i simboli e le frasi di pericolo che vedremo dopo.
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Vediamo allora cosa dice l’ articolo 20 del Decreto che è relativo all’ etichettatura delle sostanze pericolose.
“L' etichettatura delle sostanze pericolose deve recare in caratteri leggibili e indelebili:
a) la denominazione della sostanza conforme a una delle denominazioni riportate nell'allegato I. Se la sostanza non figura nell'allegato I, la denominazione deve basarsi su una nomenclatura internazionalmente riconosciuta;
b) il nome e l'indirizzo completo nonché il numero di telefono del responsabile dell' immissione sul mercato stabilito all' interno dell'Unione europea, che può essere il fabbricante, l' importatore o il distributore;
c) i simboli di pericolo, se previsti, e l' indicazione di pericolo che comporta l' impiego della sostanza. I simboli e le indicazioni di pericolo devono essere conformi all'allegato II ed essere stampati in nero su fondo giallo-arancione. I simboli e le indicazioni di pericolo da usare per ciascuna sostanza sono quelli riportati nell'allegato I. Quando ad una sostanza sono assegnati più simboli, salvo disposizioni contrarie riportate in allegato I, l'obbligo di apporre il simbolo T rende facoltativi i simboli X e C, l'obbligo di apporre il simbolo C rende facoltativo il simbolo X, l' obbligo di apporre il simbolo E rende facoltativi i simboli F e O.
d) le frasi tipo relative ai rischi specifici derivanti dai pericoli dell'uso della sostanza, dette "frasi R". Esse devono essere formulate secondo le modalità dell'allegato III. Quelle da usare per ciascuna sostanza sono riportate nell'allegato I.
e) le frasi tipo concernenti consigli di prudenza relativi all'uso della sostanza, dette "frasi S". Esse devono essere formulate secondo le modalità dell' allegato IV. Quelle da usare per ciascuna sostanza sono riportate nell' allegato I.
f) il numero CE, se assegnato, desunto dall' EINECS o dall'elenco di cui all' articolo 18;
g) l' indicazione "Etichetta CE" per le sostanze contenute nell'allegato I.
Per le sostanze irritanti, facilmente infiammabili, infiammabili o comburenti, non è necessaria l' indicazione delle relative "frasi R" e "frasi S" se il contenuto dell' imballaggio non supera i 125 millimetri. Lo stesso vale per le sostanze nocive che, in imballaggi di pari contenuto, non sono vendute al consumatore.
Indicazioni quali "non tossico", "non nocivo" o qualsiasi altra analoga non devono figurare sull'etichetta o sull'imballaggio delle sostanze che rientrano nell'ambito del presente decreto.”
In sostanza sulla confezione originale devono essere riportati:
- i dati per identificare in maniera univoca il produttore / venditore;
- il simbolo relativo al rischio presente nella sostanza (vedremo dopo quali sono);
- le frasi R di rischio relative ai pericoli per la salute e la sicurezza della sostanza (vedremo dopo quali sono), eccetto che su piccoli contenitori;
- le frasi S di sicurezza, contenenti le cautele da adottare nell’ utilizzo della sostanza (vedremo dopo quali sono) eccetto che su piccoli contenitori.
Il numero EINECS (European Inventory of Existing Commercial Chemical Substances, cioè Registro Europeo delle Sostanze chimiche in Commercio) è un codice di registrazione che indica in maniera univoca un composto in commercio tra il 1 gennaio 1971 e il 18 settembre 1981 nell' Unione Europea.
Il registro fu creato dalla direttiva 67/548/EEC riguardante l'etichettatura delle sostanze pericolose: il numero EINECS deve apparire sull'etichetta e sull'imballaggio.
Dal 19 settembre 1981 il registro è stato sostituito dall' European List of Notified Chemical Substances (ELINCS). A tutte le nuove sostanze immesse nel mercato europeo è assegnato un numero ELINCS. Anche il numero ELINCS è obbligatorio su etichette ed imballaggi.
Il numero EINECS è rappresentato da un sistema a sette cifre del tipo 2XX-XXX-X o 3XX-XXX-X che inizia da 200-001-8.
Il numero ELINCS è rappresentato da un sistema a sette cifre del tipo 4XX-XXX-X che parte da 400-010-9.
L’ allegato I citato (che viene continuamente aggiornato) contiene tutti i prodotti chimici classificati come pericolosi ai sensi del Decreto.
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L’ articolo 21 del Decreto definisce poi le caratteristiche che deve avere l’ etichettatura.
“Se le diciture di cui all' articolo 20 figurano su un'etichetta, questa deve essere solidamente apposta su uno o più lati dell' imballaggio, in modo da consentirne la lettura orizzontale quando l' imballaggio si trova in posizione normale. Le dimensioni e le caratteristiche delle etichette debbono corrispondere alle prescrizioni di cui alla Tabella A.
L' etichetta non è necessaria quando l'imballaggio stesso reca, ben visibili, le indicazioni richieste, secondo le modalità di cui sopra. In questo caso il colore e la presentazione dell' etichetta o dell' imballaggio devono essere tali da far risaltare con chiarezza il simbolo di pericolo col suo fondo.
Le informazioni da apporre sull' etichetta, conformemente all' articolo 20, devono risaltare sullo sfondo e la loro dimensione e spaziatura devono essere sufficienti per consentire un'agevole lettura. Il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e con il Ministro dell'ambiente stabilisce, in conformità alla normativa comunitaria, le disposizioni specifiche riguardanti la presentazione ed il formato delle informazioni di cui al presente comma.
Le indicazioni di cui all'articolo 20 devono essere in lingua italiana; qualora siano redatte in più lingue, quelle in lingua italiana non devono essere di caratteri inferiori a quelli delle altre lingue.
I requisiti di etichettatura previsti dal presente decreto si considerano soddisfatti:
a) se si tratta di imballaggi esterni che racchiudono uno o più imballaggi interni, quando l' imballaggio esterno è provvisto di un'etichettatura conforme ai regolamenti internazionali relativi al trasporto delle merci pericolose e l'imballaggio o gli imballaggi interni sono provvisti di un'etichettatura conforme al presente decreto;
b) se si tratta di un imballaggio unico, quando l' imballaggio è provvisto di un'etichettatura conforme ai regolamenti internazionali relativi al trasporto delle merci pericolose ed all' articolo 20, e, per tipi particolari di imballaggio, quali le bombole mobili per i gas, conforme alle disposizioni dell'allegato VI.”
Al di là di come deve essere realizzata in dettaglio l’ etichetta (prescrizioni della Tabella A), l’ importante è che sulla singola confezione del prodotto chimico siano riportati in modo chiaro e facilmente leggibile, i simboli di pericolo e le frasi di rischio e di sicurezza, almeno in lingua italiana.
Infine l’ articolo 25 definisce la scheda informativa in materia di sicurezza.
“Per consentire agli utilizzatori professionali di prendere le misure necessarie per la protezione dell' ambiente, nonché della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, il fabbricante, l' importatore o il distributore che immette sul mercato una sostanza pericolosa deve fornire gratuitamente, su supporto cartaceo o per via elettronica, al destinatario della sostanza stessa, una scheda informativa in materia di sicurezza in occasione o anteriormente alla prima fornitura; egli è tenuto altresì a trasmettere, ove sia venuto a conoscenza di ogni nuova informazione al riguardo, una scheda aggiornata.
La scheda di cui sopra deve essere redatta in lingua italiana, nell'osservanza delle disposizioni da adottarsi con decreto del Ministro della sanità entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, in conformità alle direttive comunitarie; la scheda deve riportare, come informazione, la data di compilazione e dell'eventuale aggiornamento.”
Quindi, oltre ai simboli di pericolo e alle frasi di rischio e di sicurezza riportati sull’ etichetta del prodotto, che per forza di cose non possono che essere informazioni di carattere sintetico, il produttore o il venditore deve fornire all’ utilizzatore una scheda di sicurezza riportante tutte le informazioni relative al prodotto chimico, con particolare rispetto agli aspetti legati alla salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori e alla salvaguardia dell’ ambiente.
Tale scheda è compilata secondo uno schema standard, definito da normativa europea e deve contenere tutte le seguenti informazioni.
1) Elementi identificativi della sostanza o del preparato e della società/impresa
Cioè un nome che identifichi in maniera univoca la sostanza e l’ anagrafica dell’ azienda che lo produce (ragione sociale, indirizzo, numero di telefono)
2) Composizione / informazione sugli ingredienti
Indicazione degli ingredienti, con particolare riferimento a quelli pericolosi e loro concentrazione % di massima
3) Indicazione dei pericoli
Elenco dei pericoli per la salute, la sicurezza, l’ ambiente (in pratica le frasi di rischio)
4) Misure di pronto soccorso
Misure di primo soccorso da adottare in caso di contatto / ingestione con indicazione sulla necessità di avviare l’ infortunato al pronto soccorso o dal medico
5) Misure antincendio
Misure da adottare in caso di incendio con indicazione degli agenti estinguenti da utilizzare o da non utilizzare
6) Misure in caso di fuoriuscita accidentale
Misure e prodotti da utilizzare in caso di sversamento del prodotto
7) Manipolazione e stoccaggio
Misure da adottare nella movimentazione e nel immagazzinamento della sostanza
8) Controllo dell'esposizione / protezione individuale
Indicazioni sulle cautele da adottare nell’ utilizzo, con particolare riferimento a dispositivi di protezione collettivi (sistemi di aspirazione) o individuali (mascherine, guanti, occhiali)
9) Proprietà fisiche e chimiche
Proprietà utili ad individuare il grado di pericolo della sostanza (aspetto, odore, pH, punto di ebollizione e di fusione, infiammabilità, autoinfiammabilità, proprietà esplosive, comburenti, pressione di vapore, densità relativa, idrosolubilità, ecc.)
10) Stabilità e reattività
Rischio di reazioni pericolose con altre sostanze
11) Informazioni tossicologiche
Descrizione concisa e completa degli effetti derivati dal contatto, vie di esposizione, sintomi, effetti cronici e acuti ecc.
12) Informazioni ecologiche
Informazioni sugli effetti, il comportamento e la trasformazione nell’ ambiente della sostanza
13) Considerazioni sullo smaltimento
Indicazione sui rischi residui, sui metodi di smaltimento idonei e relativi riferimenti normativi
14) Informazioni sul trasporto
Informazioni su come eseguire il trasporto della sostanza, con particolare riferimento alla normativa sui trasporti delle sostanze pericolose
15) Informazioni sulla regolamentazione
Informazioni che figurano sull’ etichetta e specifiche disposizioni legislative in relazione alla protezione dell’uomo e dell’ambiente
16) Altre informazioni
Qualsiasi altra informazione utile, indicazioni sull’ addestramento, fonti dei dati utilizzati, data di emissione della scheda
Lo scopo delle schede è innanzitutto quello di permettere al datore di lavoro una dettagliata valutazione del rischio chimico.
Lo scopo delle schede è inoltre quello di informare il lavoratore, al di là delle indicazioni sintetiche riportate sull’ etichetta, sui rischi e sulle cautele da adottare nell’ utilizzo della sostanza.
Tali schede sono fornite dal produttore / venditore al datore di lavoro. E’ suo dovere diffonderle ai lavoratori coinvolti, spiegandone il significato, mediante specifica formazione professionale.
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Passiamo ora a vedere in dettaglio quali sono le frasi di rischio e di sicurezza.
Le frasi R di rischio indicano i pericoli che si corrono se il prodotto che le riporta viene utilizzato impropriamente. Queste frasi possono essere riferite ad una caratteristica intrinseca del prodotto quale l'esplosività in determinate condizioni, o ai danni che può provocare alla salute se viene a contatto con la pelle, inalato, ingerito, eccetera.
Le frasi R sono le seguenti:
R1 - Esplosivo allo stato secco.
R2 - Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione.
R3 - Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione.
R4 - Forma composti metallici esplosivi molto sensibili.
R5 - Pericolo di esplosione per riscaldamento.
R6 - Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria.
R7 - Può provocare un incendio.
R8 - Può provocare l'accensione di materie combustibili.
R9 - Esplosivo in miscela con materie combustibili.
R10 - Infiammabile.
R11 - Facilmente infiammabile.
R12 - Estremamente infiammabile.
R14 - Reagisce violentemente con l'acqua.
R15 - A contatto con l'acqua libera gas estremamente infiammabili.
R16 - Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti.
R17 - Spontaneamente infiammabile all'aria.
R18 - Durante l'uso può formare con aria miscele esplosive/infiammabili.
R19 - Può formare perossidi esplosivi.
R20 - Nocivo per inalazione.
R21 - Nocivo a contatto con la pelle.
R22 - Nocivo per ingestione.
R23 - Tossico per inalazione.
R24 - Tossico a contatto con la pelle.
R25 - Tossico per ingestione.
R26 - Molto tossico per inalazione.
R27 - Molto tossico a contatto con la pelle.
R28 - Molto tossico per ingestione.
R29 - A contatto con l'acqua libera gas tossici.
R30 - Può divenire facilmente infiammabile durante l'uso.
R31 - A contatto con acidi libera gas tossico.
R32 - A contatto con acidi libera gas altamente tossico.
R33 - Pericolo di effetti cumulativi.
R34 - Provoca ustioni.
R35 - Provoca gravi ustioni.
R36 - Irritante per gli occhi.
R37 - Irritante per le vie respiratorie.
R38 - Irritante per la pelle.
R39 - Pericolo di effetti irreversibili molto gravi.
R40 - Possibilità di effetti cancerogeni - Prove insufficienti
R41 - Rischio di gravi lesioni oculari.
R42 - Può provocare sensibilizzazione per inalazione.
R43 - Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle.
R44 - Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato.
R45 - Può provocare il cancro.
R46 - Può provocare alterazioni genetiche ereditarie.
R48 - Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata.
R49 - Può provocare il cancro per inalazione.
R50 - Altamente tossico per gli organismi acquatici.
R51 - Tossico per gli organismi acquatici.
R52 - Nocivo per gli organismi acquatici.
R53 - Può provocare a lungo termine effettivi negativi per l'ambiente acquatico.
R54 - Tossico per la flora.
R55 - Tossico per la fauna.
R56 - Tossico per gli organismi del terreno.
R57 - Tossico per le api.
R58 - Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente.
R59 - Pericoloso per lo strato di ozono.
R60 - Può ridurre la fertilità.
R61 - Può danneggiare i bambini non ancora nati.
R62 - Possibile rischio di ridotta fertilità.
R63 - Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati.
R64 - Possibile rischio per i bambini allattati al seno.
R65 - Può causare danni polmonari se ingerito.
R66 - L’ esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolatura della pelle.
R67 - L’ inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini.
R68 - Possibilità di effetti irreversibili.
In alcuni casi le frasi di rischio possono essere costituiti dalla combinazione di più frasi di rischio tra quelle elencate sopra. ad esempio:
R 23/24/25 - Tossico per inalazione, ingestione e contatto con la pelle
Le frasi S di sicurezza o consigli di prudenza sono suggerimenti che, se seguiti correttamente, permettono l' utilizzo di sostanze pericolose riducendo il rischio di danno per la salute e per l' ambiente.
Le frasi S sono le seguenti:
S 1 - Conservare sotto chiave.
S 2 - Conservare fuori della portata dei bambini.
S 3 - Conservare in luogo fresco.
S 4 - Conservare lontano da locali di abitazione.
S 5 - Conservare sotto (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante).
S 6 - Conservare sotto (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante).
S 7 - Conservare il recipiente ben chiuso.
S 8 - Conservare al riparo dall'umidità.
S 9 - Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.
S 12 - Non chiudere ermeticamente il recipiente.
S 13 - Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande.
S 14 - Conservare lontano da (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore).
S 15 - Conservare lontano dal calore.
S 16 - Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.
S 17 - Tenere lontano da sostanze combustibili.
S 18 - Manipolare ed aprire il recipiente con cautela.
S 20 - Non mangiare nè bere durante l'impiego.
S 21 - Non fumare durante l'impiego.
S 22 - Non respirare le polveri.
S 23 - Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosol
S 24 - Evitare il contatto con la pelle.
S 25 - Evitare il contatto con gli occhi.
S 26 - In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico.
S 27 - Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati.
S 28 - In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente (con prodotti idonei da indicarsi da parte del fabbricante).
S 29 - Non gettare i residui nelle fognature.
S 30 - Non versare acqua sul prodotto.
S 33 - Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.
S 35 - Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni.
S 36 - Usare indumenti protettivi adatti.
S 37 - Usare guanti adatti.
S 38 - In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto.
S 39 - Proteggersi gli occhi/la faccia.
S 40 - Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto, usare... (da precisare da parte del produttore).
S 41 - In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi.
S 42 - Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto
S 43 - In caso di incendio usare... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l'acqua aumenta il rischio precisare "Non usare acqua").
S 45 - In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta).
S 46 - In caso d'ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta.
S 47 - Conservare a temperatura non superiore a... °C (da precisare da parte del fabbricante).
S 48 - Mantenere umido con... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante).
S 49 - Conservare soltanto nel recipiente originale.
S 50 - Non mescolare con... (da specificare da parte del fabbricante).
S 51 - Usare soltanto in luogo ben ventilato.
S 52 - Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati.
S 53 - Evitare l'esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell'uso.
S 56 - Smaltire questo materiale e relativi contenitori in un punto di raccolta rifiuti pericolosi o speciali autorizzato.
S 57 - Usare contenitori adeguati per evitare l'inquinamento ambientale.
S 59 - Richiedere informazioni al produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio.
S 60 - Questo materiale e il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi.
S 61 - Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali schede informative in materia di sicurezza.
S 62 - Non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta.
S 63 - In caso di incidente per inalazione, allontanare l’infortunato dalla zona contaminata e mantenerlo a riposo
S 64 - In caso di ingestione sciacquare la bocca con acqua (solamente se l’infortunato è cosciente).
In alcuni casi le frasi S di sicurezza possono essere costituiti dalla combinazione di più frasi di sicurezza tra quelle elencate sopra. Ad esempio:
S 1/2 - Conservare sotto chiave e fuori della portata dei bambini.
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Vediamo infine come sono fatti e cosa significano i simboli di pericolo.
Come citato nel D.Lgs.52/97 tali simboli sono costituiti da un pittogramma nero su fondo giallo/arancione.
Vediamoli uno per uno.
| SIMBOLO E (ESPLOSIVO) |
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Tale simbolo contrassegna le sostanze e i preparati solidi, liquidi, pastosi o gelatinosi che, anche senza l’azione dell’ossigeno atmosferico, possono provocare una reazione esotermica (cioè con cessione di calore verso l’ esterno) associata a rapida formazione di gas e che, in determinate condizioni di prova, detonano, deflagrano rapidamente o esplodono in seguito a riscaldamento in condizione di parziale contenimento.
A tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R2 - Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione.
R3 - Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione. |
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| SIMBOLO O (COMBURENTE) |
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Tale simbolo contrassegna le sostanze e i preparati che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica e che quindi possono causare un incendio.
A tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R7 - Può provocare un incendio.
R8 - Può provocare l'accensione di materie combustibili.
R9 - Esplosivo in miscela con materie combustibili. |
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| SIMBOLO F+ (ESTREMAMENTE INFIAMMABILE) |
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Tale simbolo contrassegna le sostanze e i preparati liquidi con i punti di infiammabilità estremamente bassi e un punto di ebollizione basso che a temperatura e pressione ambiente sono infiammabili a contatto con l’aria.
A tale simbolo è obbligatorio associare la seguente frase di rischio:
R12 - Estremamente infiammabile. |
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| SIMBOLO F (FACILMENTE INFIAMMABILE) |
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Tale simbolo contrassegna sostanze e preparati solidi che possono facilmente infiammarsi in seguito a un breve contatto con una sorgente di ignizione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo l’ allontanamento da tale sorgente oppure sostanze e preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è inferiore a 21°C, ma che non sono estremamente infiammabili.
A tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R15 - A contatto con l'acqua libera gas estremamente infiammabili.
R17 - Spontaneamente infiammabile all'aria. |
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| SIMBOLO T+ (MOLTO TOSSICO) |
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Tale simbolo contrassegna le sostanze e i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccolissime quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche.
A tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R26 - Molto tossico per inalazione.
R27 - Molto tossico a contatto con la pelle.
R28 - Molto tossico per ingestione.
R39 - Pericolo di effetti irreversibili molto gravi. |
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| SIMBOLO T (TOSSICO) |
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Tale simbolo contrassegna le sostanze e i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccole quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche.
A tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R23 - Tossico per inalazione.
R24 - Tossico a contatto con la pelle.
R25 - Tossico per ingestione.
R39 - Pericolo di effetti irreversibili molto gravi.
R48 - Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata.
Tale simbolo contrassegna inoltre le sostanze e i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza (cancerogeni di categoria 1 e 2).
In tal caso a tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R45 - Può provocare il cancro.
R49 - Può provocare il cancro per inalazione.
Tale simbolo contrassegna poi le sostanze e i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza (mutageni di categoria 1 e 2).
In tal caso a tale simbolo è obbligatorio associare la seguente frase di rischio:
R46 - Può provocare alterazioni genetiche ereditarie.
Tale simbolo contrassegna infine Le sostanze e i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare o rendere più frequenti effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della funzione o delle capacità riproduttive maschili o femminili (tossici per il ciclo riproduttivo di categoria 1 e 2).
In tal caso a tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R62 - Possibile rischio di ridotta fertilità.
R63 - Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati. |
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| SIMBOLO Xn (NOCIVO) |
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Tale simbolo contrassegna le sostanze e i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche.
A tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R21 - Nocivo a contatto con la pelle.
R22 - Nocivo per ingestione.
R23 - Tossico per inalazione.
R65 - Può causare danni polmonari se ingerito.
R68 - Possibilità di effetti irreversibili.
Tale simbolo contrassegna inoltre le sostanze e i preparati che, per inalazione, possono dar luogo a una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce reazioni avverse caratteristiche.
In tal caso a tale simbolo è obbligatorio associare la seguente frase di rischio:
R42 - Può provocare sensibilizzazione per inalazione.
e, a seconda dei casi una delle seguenti frasi di rischio:
R29 - A contatto con l'acqua libera gas tossici.
R31 - A contatto con acidi libera gas tossico.
R32 - A contatto con acidi libera gas altamente tossico.
R33 - Pericolo di effetti cumulativi.
R64 - Possibile rischio per i bambini allattati al seno.
R65 - Può causare danni polmonari se ingerito.
R66 - L’ esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolatura della pelle.
R67 - L’ inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini.
Tale simbolo contrassegna inoltre le sostanze e i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza (cancerogeni di categoria 3).
In tal caso a tale simbolo è obbligatorio associare la seguente frase di rischio:
R40 - Possibilità di effetti cancerogeni - Prove insufficienti
Tale simbolo contrassegna poi le sostanze e i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza (mutageni di categoria 3).
In tal caso a tale simbolo è obbligatorio associare la seguente frase di rischio:
R68 - Possibilità di effetti irreversibili.
Tale simbolo contrassegna infine Le sostanze e i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare o rendere più frequenti effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della funzione o delle capacità riproduttive maschili o femminili (tossici per il ciclo riproduttivo di categoria 3).
In tal caso a tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R60 - Può ridurre la fertilità.
R61 - Può danneggiare i bambini non ancora nati. |
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| SIMBOLO C (CORROSIVO) |
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Tale simbolo contrassegna le sostanze e i preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi un’azione distruttiva.
A tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R34 - Provoca ustioni.
R35 - Provoca gravi ustioni. |
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| SIMBOLO Xi (IRRITANTE) |
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Tale simbolo contrassegna le sostanze e i preparati non corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria.
A tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R36 - Irritante per gli occhi.
R37 - Irritante per le vie respiratorie.
R38 - Irritante per la pelle.
R41 - Rischio di gravi lesioni oculari.
Tale simbolo contrassegna inoltre le sostanze e i preparati che, per assorbimento cutaneo, possono dar luogo a una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce reazioni avverse caratteristiche.
In tal caso a tale simbolo è obbligatorio associare la seguente frase di rischio:
R43 - Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle.
e, a seconda dei casi una delle seguenti frasi di rischio:
R29 - A contatto con l'acqua libera gas tossici.
R31 - A contatto con acidi libera gas tossico.
R32 - A contatto con acidi libera gas altamente tossico.
R33 - Pericolo di effetti cumulativi.
R64 - Possibile rischio per i bambini allattati al seno.
R65 - Può causare danni polmonari se ingerito.
R66 - L’ esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolatura della pelle.
R67 - L’ inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini. |
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| SIMBOLO N (PERICOLOSO PER L’ AMBIENTE) |
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Tale simbolo contrassegna le sostanze e i preparati che risultano nocivi per l' ambiente acquatico (organismi acquatici, acque) e per l' ambiente terrestre (fauna, flora, atmosfera) o che a lungo termine hanno effetto dannoso.
A tale simbolo è obbligatorio associare una delle seguenti frasi di rischio:
R50 - Altamente tossico per gli organismi acquatici.
R51 - Tossico per gli organismi acquatici.
R52 - Nocivo per gli organismi acquatici.
R53 - Può provocare a lungo termine effettivi negativi per l'ambiente acquatico.
R54 - Tossico per la flora.
R55 - Tossico per la fauna.
R56 - Tossico per gli organismi del terreno.
R57 - Tossico per le api.
R58 - Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente.
R59 - Pericoloso per lo strato di ozono. |
RIASSUMENDO
Tutti i prodotti chimici pericolosi per la salute e la sicurezza dell’ uomo e per la salvaguardia dell’ ambiente, devono essere commercializzati confezionati in contenitori adeguati al rischio che tali prodotti comportano.
Su tale contenitore deve essere applicata un’ etichetta che riporti uno o più simboli (quadrato giallo/arancione con pittogramma nero) relativi alla classe di pericolosità del prodotto chimico.
Sull’ etichetta, oltre al simbolo, devono essere riportate le frasi di rischio (R + numero + testo) che spiegano, in maniera sintetica, il tipo di pericolo associato al prodotto.
Sull’ etichetta, oltre al simbolo, devono essere anche riportate le frasi di sicurezza (S + numero + testo) che spiegano, in maniera sintetica, le cautele da adottare nell’ utilizzo del prodotto chimico.
Inoltre tutti i prodotti chimici (anche quelli non pericolosi) devono essere accompagnati da una scheda di sicurezza, costituita da 16 punti (paragrafi), che contiene in maniera dettagliata tutte le informazioni sul produttore del prodotto e sul prodotto stesso, tutti i rischi per l’ uomo e per l’ ambiente associati al prodotto, tutte le misure di cautela da adottare nell’ uso del prodotto e le misure di primo intervento in caso di contatto o di spandimento nell’ ambiente.
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Verificate se sui prodotti chimici che vengono utilizzati durante il lavoro sono presenti le informazioni di cui sopra.
Chiedete le schede di sicurezza complete dei prodotti pericolosi.
Chiedete la formazione e l’ informazione e la sorveglianza sanitaria se utilizzate prodotti chimici pericolosi.
Se ciò non avviene pretendete dai vostri RLS che ciò venga fatto.
PER QUALSIASI DUBBIO O INFORMAZIONE CONTATTA: sicurezza@insensinverso.org
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