MORTI SUL LAVORO- NON E' MAI FATALITA'


Roma 14/06/2008

Ancora una volta, la tendenza dei media (degni portavoce del potere politico e imprenditoriale), è quella di ricondurre all’ incidente, alla tragica fatalità gli infortuni e le morti sul lavoro. O peggio ancora all’ imprudenza e alla mancata percezione del pericolo da parte dei lavoratori, che fanno di propria iniziativa cose che non dovrebbero fare.
Salvo poi, dopo praticamente aver scaricato su di loro la colpa della loro morte, appellarli a “eroi”.

Nessuno mette in evidenza che è a carico del Datore di Lavoro e dei suoi dirigenti l’ obbligo di mettere i lavoratori nelle migliori condizioni tecniche per eseguire in sicurezza il proprio lavoro, di formare e informare i lavoratori sulle attività a loro affidate e di vigilare sul loro operato.

Possibile che nessuno degli uffici tecnici del comune si sia chiesto a cosa serviva una scala ai lavoratori incaricati di effettuare la pulizia della vasca, possibile che a nessuno sia venuto il dubbio che quella scala poteva servire per scendere nella vasca, possibile che nessuno abbia valutato il rischio che comportava scendere nella vasca ?

Evidentemente il sistema organizzativo della sicurezza del comune di Mineo, nonostante la sicumera del sindaco mostra troppe falle.

E’ stata condotta in maniera rigorosa la valutazione del rischio relativa alla pulizia della vasca del depuratore ? Sono state prese in considerazione non solo le cause prevedibili, ma anche quelle ragionevolmente non prevedibili di infortunio in tale operazione ? Sono state definite, diffuse, spiegate e fatte rispettare procedure di lavoro e di emergenza ai lavoratori incaricati della pulizia del depuratore ?

Tutto quanto sopra fa parte degli obblighi a carico del datore di lavoro e dei dirigenti (in questo caso il sindaco di Mineo e i suoi dirigenti).

Forse in questo caso non c’ è stato dolo, ma sicuramente colpa grave di superficialità e incompetenza nell’ esercizio delle proprie mansioni.

Questo non basta per assolvere datore di lavoro e dirigenti e condannare, una seconda volta, le vittime.

www.myspace.com/sicurezza

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