SIAMO PROPRIO FATTI COSI'
di Francesco Scarcella


Roma 17/04/2008

 Dopo tutto, l'italiano vota chi gli somiglia di più.

Siamo il popolo della scappatoia, delle bustarelle, della macchina in doppia fila.

Siamo quelli che, se disgraziatamente nostro figlio viene rimproverato da un insegnante, la colpa è dell'insegnante - che rischia anche qualche randellata - e non del figlioccio maleducato.

Siamo quelli della violenza negli stadi, degli accoltellati per una partita di pallone.

Siamo quelli che con mafia, camorra e ndrangheta in casa, ci permettiamo di sbandierare nelle piazze l’equazione immigrazione-insicurezza.

Siamo quelli che non hanno la benché minima percezione di bene comune; quelli che pensano esclusivamente alle proprie tasche, che si interessano solo al presente, ai quali non importa nulla se le nostre sregolate condotte di vita lasceranno un mondo invivibile ai futuri nipoti.

Siamo quelli delle chiacchiere da bar, del sentito dire, del “tanto so tutti uguali”.

Siamo quelli che affittano camere singole a 400-450 euro più spese, camere doppie a 250-300 euro più spese, senza nessuno straccio di contratto regolare.

Siamo quelli che, quando scendono dagli autobus, si lamentano se trovano qualcuno davanti alle porte, ma che sono i primi a dispensare spallate e pestoni quando c’è da salire. Siamo quelli del “chissenefrega”, quelli che, se possono, non rispettano le file.

Siamo quelli che si consumano alla ricerca di raccomandazioni; quelli del “lei non sa chi sono io”.

Siamo quelli che lavorano in uffici pubblici dove regnano assenteismo e cazzeggio.

Siamo quelli che speculano su Master, e scuole di specializzazione; quelli che sfruttano la manodopera, celando la non retribuzione sotto la parola “stage”.

Siamo quelli che, non fa a tempo a finire uno spettacolo teatrale, che già si sentono le suonerie dei cellulari. Siamo quelli che al cinema si alzano ai titoli di coda.

Siamo il paese della litigiosità a sinistra, della cultura critica intellettuale autolesionista; siamo i capitalisti anticapitalisti.

L’Italia è fra i primi cinque paesi del mondo, e al primo posto in Europa, per diffusione dei telefoni cellulari rispetto alla popolazione.

Siamo il secondo Paese al mondo con la maggiore densità di auto per abitante.

Siamo il primo Paese al mondo per vendite di vestiti firmati.

Siamo il sesto paese al mondo per export di armi.

Siamo il primo paese al mondo per spesa pro-capite in gioco d’azzardo.

L’unico punto di orgoglio nazionale degli ultimi cinque anni, si è avuto con l’ottenimento da parte del governo Prodi della moratoria universale sulla pena di morte; ma già sembrano essersene dimenticati tutti, perché, in fondo, non ci importa nemmeno di questo.

L’elezione di Berlusconi è lo specchio di come siamo, bisogna rassegnarsi.

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