SOTTO L'ALBERO Roma 20/12/2007 Ieri, 19 dicembre, un gruppo di antirazziste ed antirazzisti sono stati aggredit@ dalla polizia a Piazza della Minerva, al centro della città, con un’azione repressiva di una violenza spropositata mentre si apprestavano a iniziare un volantinaggio. A poche ore di distanza dal sit in di denuncia per le condanne ai manifestanti del G8 di Genova 2001 e per l’impunità concessa alle forze dell’ordine, la cui violenza è stata così legittimata. Ad alcun@ manifestanti, dopo una perquisizione, è stato negato l’accesso alla piazza e a tutta l’area circostante, dove Signore e Signori impellicciati passeggiavano invece indisturbati. In una decina sono riuscit@ ad entrare, ma prima ancora di poter dare un volantino o iniziare a parlare, sono stat@ identificat@, minacciat@ e trattenut@ in un vicolo vicino alla piazza, ma lontano dalla vista di chi partecipava a questa ipocrita celebrazione. In occasione del Concerto di Natale organizzato dal Ministero dell’Interno a cui erano stat@ invitat@ soprattutto i/le migranti, volevamo infatti denunciare l’ipocrisia di questi nuovi fascisti, che si fanno chiamare democratici e che praticano “civiltà e repressione”, che invitano i/le migranti a fare da claque mentre le vite di molti e molte di loro sono appese al filo della folle e crudele lotteria chiamata “Decreto flussi 2007”, in cui ogni possibilità di autodeterminazione è negata. Volevamo denunciare il razzismo istituzionale che sottende non solo allo legge Bossi-Fini ma anche alla Turco-Napolitano ed al DDL Amato-Ferrero, tre apparati normativi imperniati su un diritto “speciale” per gli/le stranier@, che legano il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, prevedono la detenzione amministrativa e determinano un perenne ricatto e sfruttamento per i/le migranti. Volevamo esprimere il nostro dissenso per l’Europa Fortezza, per le politiche di guerra che l’UE pratica con agenzie come il FRONTEX, esercito creato per reprimere la libertà di movimento intercettando e riportando indietro le barche che partono dalle coste africane. Volevamo riprenderci le strade del centro perché non vogliamo nessun “PACCO” sicurezza, nessuna criminalizzazione sulla base all’appartenenza ad un gruppo sociale o sulla base della nazionalità, nessuna misura emergenziale, nessuna espulsione in nome di Giovanna Reggiani, e nessuna espulsione in nome di nessuna donna. Volevamo che questo Governo si assumesse almeno la responsabilità della farsa che ha messo in scena nel click-day, accettando tutte le domande pervenute, anche quelle di persone destinatarie di decreti di espulsione e consentendo a tutt@ di accedere al permesso di soggiorno senza dover tornare nel Paese d’origine per poi rientrare “regolarmente” in Italia. Il dibattito se sia più efficiente il sistema postale o quello via internet non ci interessa, serve solo a distogliere l’attenzione dalla cosa più importante che è ciò di cui noi invece vogliamo parlare, la LIBERTA’. Libertà di viaggiare, migrare, di scegliere dove vivere, libertà a volte di sopravvivere, libertà di scrivere sui muri il nostro dissenso, libertà di confliggere, libertà di amare chi ci pare indipendentemente dal “sesso” scritto sulle nostre carte d’identità, libertà di farci una canna, libertà di incontrarci e manifestare, libertà di resistere al controllo che vogliono imporci, libertà da ogni carcere, libertà dalla paura.
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