SUI LAVAVETRI Roma 30/08/2007 A Firenze i lavavetri se la passano davvero male. A Firenze, se sei un lavavetri, rischi di essere multato o peggio di finire in carcere. A Roma, il buon Veltroni, confina gli zingari in campi lontano dalle città, costantemente sorvegliati da guardie speciali. A Roma, sotto al Colosseo, i venditori alle bancarelle devono andarsene perché deturpano il paesaggio. A Bologna gli immigrati vengono cacciati solo perché neri. A Bologna la polizia marcia sulle strade a ritmo serrato alla ricerca di un qualche povero sfortunato. Togliendo il lavoro ai lavavetri che infastidiscono i “perfetti” cittadini italiani quel che si fa è dare una mano alla delinquenza. Se mi viene proibito qualunque lavoro e non mi si da una soluzione alternativa non mi rimane altro da fare che rubare. Se sono un immigrato clandestino e non posso più lavare il vetro dell’automobile dell’italiano stempiato, non posso più vendere i miei vestiti alla bancarella, o i miei occhiali, o le mie borse e devo mantenere mio figlio, la mia famiglia, mio padre che è rimasto in Senegal o in Bangladesh o in Etiopia mi rimane solo una cosa da fare. Se io per lo stato italiano non esisto e non posso esistere la mia reazione potrà essere solo una. Se mi vietano di lavare il vetro e non mi danno soluzioni per sopravvivere (e di sopravvivenza si tratta) sarò costretto a ricorrere a metodi altri per campare. Il cibo è essenziale anche per gli immigrati clandestini. Ma questo, al centro sinistra, non entra in testa. È come se non lo capissero, o forse non lo vogliono capire. Il PD ha preso come parola chiave l’Ordine. E la legalità. Tutto per il PD si basa sul concetto di legalità. Ora, se la sinistra per acchiappare voti usa il linguaggio della destra diventa peggio della destra stessa. Ecco allora che la nuova destra muta la sua essenza in capitalismo consumista razzista serrato e la nuova sinistra (il PD) diviene destra ancora più corrotta e meschina della destra stessa. La strategia del nuovo partito è tutta incentrata sull’ordine, l’ordine fa audience, da voti. Piace l’ordine ai Veltroni e ai Cofferati. Piace il potere. Porta punti e voti. Invece di cercare di risolvere il problema immigrazione con leggi che non solo agevolino il migrante ma che diano una visione diversa e positiva al cittadino italiano, ci si lancia nella lotta al diverso, alla ricerca della paura. Se io creo un delinquente non permettendogli di essere nient’altro e poi combatto contro il delinquente che ho forgiato ecco che i miei punti avanzano. Il PD punta all’ordine, non un ordine del cittadino italiano, un ordine che non dia fastidio ai votanti. Un ordine che se la prende solo con chi non può rispondere, con chi non ha le armi per combattere, con chi non ha diritti, con chi insomma non può ribellarsi perché senza parola, privato di tutto. Incentivando la delinquenza e non dando soluzioni il PD si porta appresso gli italiani che, abbindolati dai media, credono che effettivamente tutti gli immigrati clandestini siano brutti sporchi e cattivi. La strategia politica del PD è prendersela col più povero. È il ricco che combatte la povertà e la usa a suo piacimento. I poveri italiani, d’altra parte, se la prendono anche loro col più povero perché fa comodo. Il nuovo politico non è Berlusconi, figlio del consumismo televisivo anni ottanta; il nuovo politico è Cofferati o Veltroni, paladini buonisti dell’ordine fascista. E a rimetterci sono i lavavetri e i venditori di bancarelle; e quelli che non vogliono diventare delinquenti (costretti, non mi stuferò mai di ripeterlo, dai politici) saranno costretti a morire sotto i ponti delle nostre luminose città. Mentre si fa la notte bianca, o la festa del cinema.
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